Harry Potter Studios Londra: il nostro ritorno nel mondo di Hogwarts
- Luca Coli

- 12 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Ci sono luoghi che una volta visitati puoi spuntare dalla lista e poi ci sono luoghi che continuano a richiamarti. Gli Harry Potter Studios di Londra, per noi, appartengono decisamente alla seconda categoria. Questa non era la nostra prima visita, eravamo già stati qui qualche anno fa e, proprio per questo, sapevamo bene cosa ci aspettava o almeno così pensavamo.

Durante il nostro ultimo viaggio a Londra abbiamo deciso di dedicare nuovamente una giornata intera ai Warner Bros. Studio Tour London. Da una parte c'era la voglia di rivivere un'esperienza che avevamo amato, dall'altra la curiosità di scoprire il tema speciale del 2026: First Year at Hogwarts, creato per celebrare il 25° anniversario dell'uscita di Harry Potter e la Pietra Filosofale.
La giornata inizia presto. Raggiungiamo Victoria Station e saliamo sul bus diretto che collega il centro di Londra agli Studios. Dopo circa un'ora e mezza arriviamo finalmente a destinazione e già dall'ingresso capiamo che stiamo per lasciare il mondo reale.
Quando le porte della Sala Grande si aprono
Ogni visita agli Studios ha un momento preciso in cui tutto cambia, per noi quel momento arriva davanti alle porte della Sala Grande. Le porte si aprono lentamente e davanti a noi compaiono i lunghi tavoli delle case, il tavolo dei professori e una delle scenografie più iconiche dell'intera saga. Da quel momento in poi il percorso diventa un continuo susseguirsi di ricordi. Entriamo nel dormitorio maschile di Grifondoro, osserviamo la Sala Comune dove Harry, Ron ed Hermione hanno trascorso tante serate e ci spostiamo poi negli ambienti di Serpeverde. Ogni stanza è piena di dettagli, sono quei particolari che nei film passano quasi inosservati ma che qui raccontano il lavoro straordinario che si nasconde dietro ogni scena. L'ufficio di Silente è uno degli ambienti che ci colpiscono maggiormente, il cappello parlante, la spada di Grifondoro, libri, strumenti magici, ricordi e oggetti misteriosi riempiono ogni angolo della stanza. Poco dopo entriamo nell'aula di Divinazione ed è impossibile non immaginare la professoressa Cooman mentre predice il futuro tra tazze di tè e sfere di cristallo.
Dietro la magia dei film

Una delle cose che rende unica questa esperienza è la possibilità di vedere cosa si nasconde dietro la magia. Tra dimostrazioni pratiche, effetti speciali e retroscena sulle riprese, ci rendiamo conto ancora una volta di quanto lavoro ci sia dietro ogni scena. Guardando i film da bambini sembrava davvero magia e oggi sappiamo che dietro c'erano scenografi, costumisti, tecnici e artisti straordinari. E forse proprio per questo tutto appare ancora più affascinante. Proseguendo raggiungiamo la casa di Hagrid, accogliente, enorme e immediatamente riconoscibile, sembra quasi di aspettare che da un momento all'altro si apra la porta e compaia il mezzogigante più amato della saga.
Ma è entrando nella Foresta Proibita che l'atmosfera cambia davvero, le luci diventano più soffuse, gli alberi sempre più fitti, davanti a noi compare Fierobecco e poco più avanti Aragog, circondato dalla sua inquietante famiglia di ragni.
L'incontro con l'Hogwarts Express
Dopo tante emozioni arriviamo finalmente alla stazione e lì ci aspetta lui: l'Hogwarts Express. Rosso, imponente e iconico. È uno di quei simboli che non hanno bisogno di presentazioni. Ci fermiamo per qualche fotografia, osserviamo i dettagli dei vagoni e per un attimo torniamo a quando aspettavamo insieme ad Harry la partenza per Hogwarts. Arriva il momento del pranzo, nella splendida area dedicata, anche questa allestita con tutti i dettagli dei film, un panino veloce e, naturalmente, una Burrobirra. Sappiamo che divide sempre i visitatori, c'è chi la ama e chi la trova troppo dolce. Ma una cosa è certa: almeno una volta bisogna provarla, fa parte dell'esperienza tanto quanto il castello di Hogwarts o il Binario 9¾.
Dal Nottetempo a Privet Drive
Dopo la pausa si prosegue nelle aree esterne. Davanti a noi compare il Nottetempo, pronto a sfrecciare per le strade di Londra. Poco più avanti troviamo il ponte di Hogwarts, la Tana dei Weasley, la casa dalla famiglia più amata della saga. Poi arriviamo a Privet Drive, e qui torna tutto, la casa degli zii Dursley con il sottoscala in cui Harry ha trascorso la sua infanzia. Le lettere che continuavano ad arrivare da Hogwarts. Ogni stanza racconta un pezzo della storia. Tra le ricostruzioni troviamo anche una delle scene più divertenti dei film: la zia Marge che si gonfia come un pallone nel terzo capitolo. Poco più avanti entriamo nella serra di Erbologia e le Mandragole sono lì ad aspettarci. “La Mandragola, o Mandragora, si usa per riportare chi è stato pietrificato al suo stato originale. È anche molto pericolosa: il pianto della Mandragola è fatale per chiunque lo ascolti.”
I dettagli che fanno la differenza
Uno degli aspetti che più ci colpiscono, ancora una volta, è la quantità di oggetti originali conservati negli Studios. La Ford Anglia volante, la motocicletta di Hagrid, le bacchette, i costumi, le lettere di Hogwarts, le creature magiche. Potresti trascorrere ore semplicemente osservando questi dettagli.
Gringott, Diagon Alley e il momento più emozionante
Verso la fine del percorso arrivano alcuni dei set più spettacolari. Entriamo nella banca dei maghi Gringott: le immense colonne bianche, i lampadari e le sale ricostruite sono impressionanti. Ma è quando si arriva a Diagon Alley che il tempo sembra fermarsi, camminiamo lentamente tra le vetrine, osserviamo ogni insegna, ogni negozio in cui abbiamo sempre sognato di entrare, ogni dettaglio. E poi arriva il gran finale, il castello di Hogwarts. Il gigantesco modello originale utilizzato per le riprese. Ci fermiamo ad osservarlo in silenzio, iluminato, maestoso, incredibilmente dettagliato. Anche sapendo che sarebbe arrivato, ci lascia ancora una volta senza parole.
Gli shop e gli ultimi acquisti
Prima di lasciare gli Studios passiamo inevitabilmente e con gran gioia dai negozi. Sono sparsi lungo il percorso e all'uscita. Bacchette, felpe delle case, t-shirt, tazze, dolci, oggetti da collezione. Per qualsiasi Potterhead rappresentano una tentazione continua. E, come spesso accade, qualche souvenir trova inevitabilmente posto nello zaino.
Vale la pena visitare gli Harry Potter Studios?
Quando usciamo dagli Studios siamo stanchi, abbiamo il telefono pieno di fotografie e qualche souvenir nello zaino, ma quello che portiamo via davvero non entra in una valigia.
Harry Potter, per la nostra generazione, non è mai stato soltanto un film o una serie di libri. È stato un compagno di viaggio durante l'infanzia e l'adolescenza, una storia capace di accompagnarci mentre crescevamo e che ci accompagnerà sempre. Sono le serate passate a leggere un capitolo in più prima di dormire, le maratone durante le vacanze di Natale, l'attesa per l'uscita di un nuovo film al cinema e le infinite discussioni su quale fosse la Casa migliore. Camminare tra questi set significa ritrovare, almeno per qualche ora, una parte di quei ricordi. Significa tornare a quando aspettavamo ancora la lettera per Hogwarts (noi la stiamo ancora aspettando), immaginavamo di attraversare il Binario 9¾ e sognavamo un mondo in cui la magia esisteva davvero.
Forse è per questo che, dopo esserci stati una prima volta, abbiamo sentito il desiderio di tornare. E forse è per questo che sappiamo già che non sarà l'ultima. Perché gli Harry Potter Studios non raccontano soltanto come è stata realizzata una delle saghe cinematografiche più amate di sempre. Raccontano una storia che, in un modo o nell'altro, è diventata anche un po' la nostra.
Mentre il bus ci riporta verso Londra e Hogwarts si allontana lentamente alle nostre spalle, una cosa ci è chiara più che mai: non siamo tornati agli Studios per rivedere un film. Siamo tornati per ritrovare una parte della nostra storia.





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