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Belgio in 48 ore: il nostro racconto di viaggio tra Bruxelles e Bruges, tra gallerie storiche, canali e atmosfere fiabesche

Aggiornamento: 25 mar

Il Belgio è una destinazione perfetta per un weekend: compatto, elegante e sorprendentemente vario. Abbiamo deciso di concederci 48 ore tra Bruxelles e Bruges, un viaggio breve ma ricco di contrasti, tra l’energia della capitale e il fascino senza tempo di una delle città medievali più belle d’Europa. In questo articolo vi raccontiamo il nostro weekend in Belgio, tra waffle caldi sotto le Galeries Royales Saint-Hubert, canali fiabeschi e atmosfere autentiche — perfetto se cercate idee per un itinerario di due giorni.




Giorno 1 - Bruges, tra canali e silenzi senza tempo


Waffle a Maison Dandoy

Atterriamo a Brussels con quella sensazione tipica dei viaggi brevi: poco tempo, ma tanta voglia di viverlo al massimo. La prima tappa è già una promessa mantenuta. Entriamo nelle eleganti Galeries Royales Saint-Hubert e ci fermiamo da Maison Dandoy. Un waffle caldo, fragrante, perfetto di quelli che da soli valgono il viaggio.


Dalla stazione centrale prendiamo il primo treno disponibile per Bruges. Non serve pianificare troppo, i treni partono ogni venti minuti e in circa un’ora arrivi a destinazione. Bruges ci accoglie così: silenziosa, elegante, quasi irreale. Ci perdiamo senza una direzione precisa tra le sue stradine, attraversando ponti e costeggiando canali che sembrano fermi nel tempo. Ogni angolo è davvero una cartolina, sembra proprio di tornare indietro nel tempo.



Per pranzo scegliamo un posto speciale: Vlissinghe, il pub più antico del Belgio. Atmosfera autentica, legno ovunque, luci calde, cucina tipica. Uno di quei posti in cui il tempo sembra essersi fermato. Dopo una zuppa calda e un pranzo rilassato, passiamo il pomeriggio a fare la cosa migliore possibile qui: camminare senza meta.


Rozenhoedkaai - punto più romantico di Bruges

La Piazza del Mercato (Markt), è il cuore storico e pulsante della città fin dal Medioevo, è una vasta piazza circondata da edifici colorati con tipici timpani a gradoni, dominata dall'imponente campanile Belfort.

Il Belfort, è la storica torre campanaria medievale, situata nella piazza principale (Markt), simbolo della città e Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Alta 83 metri, la struttura del XIII secolo fungeva da vedetta e tesoreria, e oggi ospita un famoso carillon di 47 campane, visitabile salendo 366 gradini.

La Basilica del Santo Sangue, si trova nella piazza Burg e è un luogo di culto gotico che custodisce una reliquia venerata del sangue di Cristo.

Il romantico Rozenhoedkaai, è situato nel punto in cui il canale Dijver incontra il canale Groenerei, vicino al Markt, offre una delle viste più iconiche e fotografate di Bruges, con le case medievali che si specchiano nell'acqua e la torre del Belfry sullo sfondo. È noto per essere il punto più romantico della città.


Nel pomeriggio ci concediamo una pausa in una The Room, tè caldo e dolci, mentre fuori la città scorre lenta. Poi arriva il momento più goloso: Bruges è un susseguirsi di botteghe di cioccolato artigianale, una più invitante dell’altra.


Rientro a Bruxelles e Grand Place by night

Nel tardo pomeriggio torniamo a Bruxelles giusto in tempo per il tramonto. Raggiungiamo Mont des Arts dove la luce cala lentamente sulla città, creando uno di quei momenti che restano impressi. La sera Bruxelles cambia volto. Passeggiamo tra le vie del centro, torniamo sotto le gallerie illuminate e poi arriviamo alla Grand Place. È semplicemente spettacolare.

Per cena scegliamo qualcosa di diverso: Wolf Food Market, street food internazionale, atmosfera vivace e, ovviamente, cibo asiatico — una certezza per noi.


Giorno 2 - Bruxelles tra mercatini, eleganza e ultimi sguardi


La domenica inizia con calma. Colazione da Aux Merveilleux de Fred: una brioche al cioccolato enorme, letteralmente più grande della faccia di Luca. Prendiamo tutto da asporto e iniziamo a camminare fino a il Manneken Pis, la celebre statuetta del bambino che fa pipì, simbolo ironico e irriverente di Bruxelles. Lo troviamo vestito da pompiere — e non è un caso. La tradizione, nata nel XVII secolo, vuole che il Manneken Pis venga vestito con centinaia di costumi diversi per celebrare eventi, ricorrenze o categorie professionali. L’abito da pompiere in particolare richiama una delle leggende più famose: si racconta che il bambino abbia spento un incendio (o una miccia accesa) proprio con la sua pipì, salvando così la città.


Proseguiamo la nostra camminata fino al mercato dell’antiquariato a Marolles, tra oggetti curiosi e pezzi di storia. È uno dei luoghi più autentici della città: bancarelle piene di vinili, mobili vintage, libri e piccoli tesori che raccontano epoche diverse. L’atmosfera è vivace ma genuina, lontana dai circuiti più turistici, ed è impossibile non fermarsi a curiosare almeno un po’.

Poi ci spostiamo nel quartiere Sablon, elegante e raffinato, una delle zone più chic di Bruxelles. Qui si respira un’aria completamente diversa: gallerie d’arte, boutique di antiquariato e cioccolaterie storiche si alternano lungo le strade ordinate.

Al centro del quartiere si trova la chiesa di Église Notre-Dame du Sablon, un bellissimo esempio di architettura gotica brabantina. Le sue vetrate colorate e l’interno slanciato creano un’atmosfera suggestiva e silenziosa, perfetta per una breve pausa durante la visita.


Per raggiungere il Parc du Cinquantenaire scegliamo di allungare leggermente il percorso, passando davanti al Palazzo Reale. La facciata elegante e imponente, con il suo stile neoclassico, domina la prospettiva e rende la passeggiata ancora più scenografica, immergendoci nella Bruxelles più istituzionale e raffinata.


Arriviamo così al Parco del Cinquantenaire, uno spazio ampio e armonioso dominato dal suo arco monumentale. È il luogo ideale per rallentare il ritmo, fare una pausa e godersi un momento di tranquillità lontano dal centro più affollato.


Prima di concludere il viaggio, torniamo ancora una volta alla Grand Place, questa volta di giorno. Patrimonio UNESCO dal 1998, è considerata una delle piazze più belle d’Europa. La luce del giorno mette in risalto i dettagli dorati delle facciate barocche e gotiche, rendendo l’atmosfera completamente diversa rispetto alla sera: più vivace, ma ugualmente affascinante.


Ultimi souvenir — soprattutto scatole di cioccolatini — un pranzo veloce e poi via verso l’aeroporto, con quella sensazione che arriva sempre alla fine di un viaggio riuscito: avremmo voluto restare ancora un po’.


Consigli pratici per un weekend in Belgio:

  • Colazione imperdibile: prova i waffle di Maison Dandoy e le brioche di Aux Merveilleux de Fred

  • Spostamenti: i treni tra Bruxelles e Bruges sono frequenti e veloci

  • Esperienze da non perdere: perditi tra i canali di Bruges e visita la Grand Place sia di giorno che di sera

  • Food tip: Wolf Food Market è perfetto per una cena informale

  • Timing: dedica Bruges al primo giorno e Bruxelles al secondo per ottimizzare i tempi


Queste 48 ore in Belgio sono state un perfetto equilibrio tra due anime diverse: Bruxelles, vivace e piena di contrasti, e Bruges, silenziosa e sospesa nel tempo. Un viaggio breve, ma intenso, capace di sorprendere ad ogni angolo.


E tu? Hai mai visitato il Belgio in un weekend? Raccontamelo nei commenti e condividi questo diario con chi sogna una fuga tra canali e città eleganti


Royal Palace - Bruxelles

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